Mentre il mondo sta precipitando nella terza guerra mondiale, ci sono persone responsabili che si danno da fare per difendere e costruire una vera pace.
Non più “assenza di guerra” ma “pienezza di diritti”.
Una Marcia che
si è fatta storia.
Ma che non vogliono
si sappia in giro.
Con il sostegno della
L’appello di chi ha dedicato la vita agli ultimi: la pace ci chiede di rompere il silenzio e diventare una forza politica e morale.
L’appello di una giovane donna, rifugiata del Sud Sudan: i giovani devono prendere l’iniziativa per migliorare sé stessi e cambiare questo mondo.
Ho detto No! alle armi. Sono un obiettore di coscienza, cittadino del mondo, membro della famiglia umana. Voglio cambiare l’economia che uccide.
Sono vivo per miracolo. Mia mamma, molti miei amici, no. A Gaza i giovani continuano a fare cose meravigliose. Nonostante il genocidio in corso.
La guerra porta disabilità a tutti i livelli, a cominciare da quella mentale, e ci toglie la salute. Le più colpite sono le donne e le bambine.
Ho messo i ragazzi al centro e ho aperto le porte della mia scuola per educare alla pace. Con Bergonzoni diciamo: togliamoci la guerra dalla testa.
Per fare la rivoluzione della pace dobbiamo studiare e essere credibili. Chi ha il monopolio della forza non può avere anche il monopolio della verità.
Sono il giovane Sindaco di Barbiana. Mi occupo della mia comunità. Alla scuola di don Milani ho capito che si può agire nel piccolo e nel grande.
Canto e suono le cose in cui credo. Con l’arte e la musica si vincono l’indifferenza e la solitudine… e alla Marcia Perugiassisi è meraviglioso.
Ho denunciato il genocidio del popolo palestinese per conto dell’Onu. Ho pianto ma dopo 25 chilometri di cammino con tutti voi sono fiera e serena.